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30 agosto 2007

Caos Calmo di Sandro Veronesi

da Valeria Carletti

Sandro Veronesi l'avevo visto presentare Caos Calmo dalla Dandini. Lui mi aveva affascinata, ma la trama del libro no: un tipo che dopo la morte della moglie si apposta davanti alla scuola della figlia e passa le giornate lì.. Devo aver pensato che il racconto di queste giornate doveva per forza essere abbastanza noioso! La settimana scorsa mi sono decisa a comprarlo e l'ho letteralmente divorato. E'vero, lui sta fermo davanti alla scuola, ma tutto si muove intorno. Amici e conoscenti lo vanno a trovare, forse incuriositi da questo sua folle decisione, e finiscono per riversargli addosso i loro dolori e e le loro debolezze... alla fine si scopre che forse la normalità non esiste. Esiste il buon senso di una bimba che riuscirà poi a riportare il padre alla vita. Libro consigliato a chi si sente fragile, debole, folle. Perchè Veronesi non giudica, racconta solamente della battaglia quotidiana di tutti per raggiungere un po' di serenità o, in sua assenza, di "caos calmo".

22 luglio 2007

La pioggia prima che cada, di Jonathan Coe

da Valeria Carletti, Torino

La pioggia prima che cada non esiste ma....... Qualcosa può ben farti felice, no? anche se non è reale. Una zia scrive alla nipote cieca descrivendole alcune foto di famiglia. Da queste foto, come per magia, esce fuori la storia di tre generazioni di donne: una storia difficile, in salita, e non vedi l'ora di arrivare alla fine, anche solo per capire se davvero dietro tutto quello che hai letto c'è un disegno misterioso, come in fondo tutti speriamo. Forse sì, o forse alla fine hai letto "solo" la storia di tre-quattro vite di donne. Non è poco, la vita.. La comprensione del disegno che ci sta sotto forse arriverà un giorno, o forse no.

25 giugno 2007

Il Ponte

da Valeria Carletti

Ho iniziato a leggere Il ponte di Vitaliano Trevisan durante un lungo viaggio in treno. Difficile è stato chiudere il libro arrivata alla stazione di Torino. Tutto parte dalla morte di un vecchio amico del protagonista. Tu ti aspetti che Trevisan prosegua raccontando il viaggio del protagonista, emigrato da tempo in Germania, verso l'Italia, per salutare per l'ultima volta questo suo "fratello di sangue", e magari capire finalmente le misteriose circostanze della morte del figlio di questi, avvenuta dieci anni prima lasciando cicatrici e sospetti indelebili. Invece no, o meglio, non solo. Perchè il protagonista comincia a pensare, e tu ti perdi nei suoi pensieri. Pagine e pagine in cui entri nella testa di quest'uomo, che ha la bipolare ma t'inonda di parole in cui ti ritrovi completamente perchè racconta la sofferenza sua (ma anche tua) e quella di un paese, l'Italia, che sta inesorabilmente crollando verso un declino culturale e morale che non sembra potersi arrestare. Alla fine però tutto verrà a galla, e la vicenda termina nell'unico modo in cui doveva e poteva finire.