27 gennaio 2007

SE UNA NOTTE D'INVERNO UN VIAGGIATORE

da Vincenzo Rocchino, Genova

La lettura di un libro che si rivela per non essere l'edizione originale; è contraffatta, diversa dall'originale e che rimanda il lettore ad un' altra edizione. E poi un'altra, e un'altra ancora. Una sorta di tela che, invariabilmente, è destinata ad essere disfatta dopo averne letto solo qualche pagina… Di Italo Calvino.

4 commenti:

primo.casalini ha detto...

Per Calvino(avercene!)ho grande ammirazione, non amour passion. Mi succede come per Queneau - tranne che per Zazie e qui ne parlerò - e per Eco. Stranamente non mi succede per Borges e Bioy Casares (almeno per L'Invenzione di Morel)che mi coinvolgono pienamente. Anche in pittura va così: ammiro Rembrandt e Vermeer, amo Rubens e Frans Hals. Forse ho bisogno di sentire la cosa-persona come se fosse qui con me al di là del libro e del quadro, di identificarmici, magari.

Primo Casalini

i.guarini ha detto...

Il commento di Primo Casalini mi ha fatto pensare che i racconti di Italo Calvino potrebbero essere visualizzati da cantastorie e pupari.
Isabella Guarini

Paolo ha detto...

Di Calvino ho letto "il Castello dei Destini Incrociati" e "Le Città Invisibili", trovandoli semplicemente sublimi. In fondo, Guarini ha ragione: Calvino sa essere un eccezionale cantastorie, anche se, a mio parere, la sua ricchezza narrativa si stingerebbe irrimediabilmente in una riduzione teatrale.

i.guarini ha detto...

Ha ragione Paolo. IL castello dei destini incrociati e Le città invisibili sono due libri che si tengono sul comodino, che ti accompagnano nel tempo senza invecchiare, proprio perchè utilizzano la fantasia del lettore.