25 febbraio 2007

LA CENA SEGRETA

da Isabella Guarini

In the Middle Ages and the Rinascimento Europe conserved still intact its ability to comprise ancestral symbols and icone. Its people knew when and like interpreting a capitello, a line in a picture or a sign along the road, although only a minority had learned to read and to write. With the advent of the rationalism that ability of interpretation went lost, and with it good part of the wealth handed on to us from our ancestors. This book re-unites many of those symbols and illustrates as they were conceived. But it is proposed also to give back our ability to us to comprise them, in order to benefit of their infinite wisdom.
Janvier Sierra IL Saggiatore,Milano 2006

2 commenti:

i.guarini ha detto...

Traduzione
Nel Medioevo e nel Rinascimento l’Europa conservava ancora intatta la sua capacità di comprendere simboli e icone ance strali. Le sue genti sapevano quando e come interpretare un capitello, una linea in un quadro o un segno lungo la strada, benché soltanto una minoranza avesse imparato a leggere e scrivere.
Con l’avvento del razionalismo quella capacità d’interpre tazione andò perduta, e con essa buona parte della ricchezza
tramandataci dai nostri antenati.
Questo libro riunisce molti di quei simboli e illustra come furono concepiti. Ma si propone anche di restituirci la nostra capacità di comprenderli, per beneficiare della loro infinita saggezza.

Primo Casalini ha detto...

Non ho letto questo libro, ma ho letto, sulla iconologia, Panofsky e Gombrich, e un po' Baltrusaitis. In Italia su questi temi si è scritto meno di quello che si dovrebbe, ed è grave, perché la piena comprensione del significato simbolico dell'opera d'arte innalza la capacità di fruizione; intendere molte grandi opere del Medioevo o del Rinascimento è impossibile se non si percorre
questa strada. La cosa curiosa è che, quando le opere vennero eseguite, la conoscenza dei vari significati era assai diffusa, non riguardava solo le élite culturali, le corrispondenze erano in grado di farle non solo gli abati o gli umanisti, ma anche il popolo che affollava le chiese.
A risentirci, Isabella Guarini.

Primo Casalini